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Filamento idrosolubile PVA per stampa 3D: tutti i vantaggi

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Ci piace che il nostro shop venga considerato un vero e proprio supermarket virtuale della stampa 3D e, come in ogni supermercato che si rispetti, cerchiamo sempre di offrire ai nostri clienti un’ampia scelta di prodotti, la più ampia possibile. È anche per questo che non potevamo tergiversare ancora a lungo: su www.3dstoremonza.it mancava un filamento idrosolubile in PVA.

SE NON SOPPORTI I SUPPORTI...

Se non sopporti i supporti “classici”, quelli da distanziare quel tanto che basta dalla superficie a sbalzo del pezzo stampato, il PVA è il materiale perfetto per te. É assolutamente indicato, infatti – anzi, si può dire che sia il suo unico scopo -, per creare supporti da posizionare sotto tutte le parti sporgenti. Essendo idrosolubile, però, il PVA può essere attaccato al pezzo in stampa… tanto poi si scioglie!

FACILE COME BERE UN BICCHIER... D'ACQUA

A dire la verità sul nostro shop c’erano già due materiali solubili: l’HIPS, ovvero High Impact PolyStirene, sia di marca TreeD Filaments che di marca Filoalfa. Tuttavia è un materiale che si scioglie esclusivamente nel limonene, un idrocarburo volatile dall’odore agrumato, che però è più costoso e impegnativo rispetto a un normale bicchiere d’acqua.
Al filamento idrosolubile PVA (Alcool Polivinilico), invece, basta un “tuffo” in H2O per scomparire e regalarvi la gioia di maneggiare il solo pezzo stampato finito.

NON SOLO ABS

Un altro vantaggio rispetto all’HIPS, è che il filamento idrosolubile PVA non si lega solo con l’ABS come materiale primario, ma è molto più polivalente. Si lega pressoché a tutte le altre termoplastiche per la stampa 3D senza particolari accorgimenti, regalandoti la possibilità di dare libero sfogo alla tua fantasia e alle tue esigenze pratiche, qualsiasi forma geometrica esse abbiano.

NON SOLO ABS

L’unico “neo” rispetto all’HIPS, tuttavia, è che sia un po’ meno facile da stampare. Ma non disperare, con i nostri consigli, un paio di test e la scheda tecnica, sarà comunque un gioco da ragazzi!
Tanto per iniziare, la cosa più importante è la temperatura di estrusione: il tuo ugello dovrà essere caldo dai 180 ai 205°C. Va benissimo un nozzle in ottone, il PVA non è aggressivo come i materiali caricati con fibra di carbonio o fibra di vetro.
La temperatura del piatto di stampa dovrà invece essere settata sugli 80-90°C e il primo layer di PVA aderirà su qualsiasi tipo di superficie, che sia vetro, buildtak, GekoPad, microforato o altro ancora.

SPETTACOLO IPNOTICO

Il filamento PVA ha colore neutro, tendente al bianco opaco/giallino. Ma a che ti interessa? Tanto sparisce con un po’ di acqua. A proposito, gustati il video qui sotto per sapere cosa ti aspetta. E più sotto ancora, non dimenticare di scaricare gratis la scheda tecnica del materiale.

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